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Le Jazziste by Mary goes to Paris (again)

Un anno fa, il 25 luglio, pubblicavo Le Jazziste by Mary goes to Paris, il nono capitolo del mio viaggio alla scoperta delle donne del jazz.

Ero arrivata a Parigi seguendo le tracce musicali di Sophie Alour, sassofonista francese la cui scia mi aveva condotta verso luoghi e sonorità lontane, dalle eco forti, robuste. Prima di continuare questo nuovo viaggio, vi invito quindi a tornare per un momento a quel capitolo e a riviverne insieme a me qualche vibrazione…

Ecco Des lendemains qui chantent, dall’album Le temps virtuose

Un anno dopo, puntuale come un orologio svizzero, quel richiamo è tornato nelle mie orecchie.

Questa volta non avevo una jazzista precisa da seguire. Volevo semplicemente scoprire di più. Così mi sono immersa nella geografia dei jazz club parigini, partendo dalla leggendaria Rue des Lombards e lasciandomi poi trasportare da una rive all’altra, con un solo obiettivo: perdermi un po’ tra le sontuose vie parigine…

Le Baiser Salé, il 38Riv, il Caveau de la Huchette, il Duc des Lombards… luoghi diversi, ma accomunati da quell’atmosfera misteriosa, intima e sotterranea che continuo senza dubbi ad associare ai jazz club.

Il 38Riv

(ph. Mary Blengino)

Entrare da sola in un jazz club è diventato uno dei miei piccoli piaceri. Una ragazza sola, un cocktail o un bicchiere di vino rosso in mano, l’espressione di chi riconosce il repertorio quasi a menadito, qualche verso canticchiato sottovoce, sorrisi spontanei, dita che schioccano naturalmente sul tempo e quell’aria un po’ incantata che mi accompagna quando ascolto jazz: una combinazione che, non so perché, sembra spesso incuriosire tanto gli ascoltatori quanto i musicisti sul palco, che puntualmente mi chiedono se sono anche una musicista.

E a me diverte terribilmente!

Quando viaggio mi sento un po’ come un’agente sotto copertura del jazz. Non sempre con il taccuino in mano a documentare ogni dettaglio, ma certamente pronta a catturare ciò che per me conta davvero: un brano che in quel momento mi entra dentro e che puntualmente continuerò a cantarmi in testa (e a voce alta) nei giorni successivi, le interazioni sul palco, uno sguardo tra musicisti, le espressioni del pubblico, l’atmosfera di una sala.

Del resto, sono (anche) una ricercatrice.

Ricercare.

E io ho scelto di ricercare le donne nel jazz: questo incredibile mondo musicale di cui io stessa faccio parte. Cercarle, ascoltarle e celebrarle, perché troppe sono state dimenticate, sottovalutate o lasciate ai margini delle narrazioni del jazz per decenni.

Ed eccomi quindi, ancora una volta, a Parigi.

Questa volta le tracce mi hanno portata verso Catia Werneck, protagonista al Baiser Salé con il progetto 100% Brésil; verso il jazz originale e narrativo della pianista e compositrice Pieternel Van Oers e del suo trio; e fino al 38Riv, dove ho scoperto il bellissimo progetto di Élisa Lécuyer dedicato ad Anita O’Day: un incontro tra musica e racconto che non poteva non attirare la mia attenzione.

Tre donne, tre percorsi completamente diversi.

E altre tre ragioni per continuare a perdermi nei jazz club parigini…

Catia Werneck

C’è da perdersi anche nella voce suadente e calda di Catia, che vorrei raccontarvi un po’ più a fondo.

Originaria di Rio de Janeiro, Catia Werneck porta con sé l’anima della musica brasiliana, muovendosi tra samba, bossa nova, jazz, soul e sonorità contemporanee.

Con 100% Brésil, accompagnata da Vincent Bidal al pianoforte, Laurent Vernerey al basso e Stéphane Huchard alla batteria, porta questa energia nel cuore della scena jazz parigina, creando un ponte ideale tra Rio e Parigi (dove si trasferisce giovanissima), due città lontane ma profondamente legate alla musica, all’incontro e alla contaminazione culturale. Un piccolo angolo di Brasile nel cuore della capitale francese, dove ogni brano esprime un battito di Rio.

Estratto dal concerto 100% BRÉSIL a Le Baiser Salé in Rue des Lombards, 17 luglio 2026

(ph. Mary Blengino)
(ph. Mary Blengino)
(ph. Mary Blengino)

Vi consiglio la modernità dell’album Tudo Bem, e in particolare il brano Incrivel

Nada a perder, dall’album Primavera, è un altro piccolo gioiello che vi consiglio di ascoltare, lasciandovi trasportare, come dal vento fresco che si percepisce passeggiando lungo la Senna…

Buon ascolto!

From jazz (and Paris) with love,

🌹Mary xx

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Su di me
Sono una cantante jazz, musicologa e ricercatrice innamorata della musica jazz in tutte le sue forme

Mi chiamo Maria Blengino, in arte Mary. Piemontese, sono una cantante jazz, musicologa e PhD Candidate in Jazz Research alla Kunst Uni Graz.
Amo la musica jazz a 360°, oltre ad appassionarmi alle vite di coloro che hanno fatto la Storia del Jazz. Particolarmente dedita a evidenziare la presenza femminile in questo genere musicale attraverso il canto e la scrittura, mi impegno per una sua maggiore considerazione e meritata celebrazione.

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